dott. Paolo Angeli, specialista in Ossigeno-Ozono Terapia e referente per l'Ozono Industriale



































Per poter essere considerata potabile, l'acqua deve corrispondere ad una serie di requisiti di carattere organolettico, chimico e batteriologico.
I requisiti di carattere organolettico, pur importanti, sono i meno impegnativi e vincolanti.
È logico, quindi, che un'acqua potabile dovrebbe essere fresca, limpida, inodore e possedere un gusto gradevole. Come requisiti chimici, in parte anch'essi legati a caratteri organolettici, l'acqua deve essere priva di sostanze velenose (sali di metalli pesanti), non deve presentare eccessivo contenuto di solfati, cloruri e ioni di magnesio, che, in forte concentrazione impartiscono un sapore sgradevole, ma non deve essere neppure del tutto demineralizzata e deareata per non risultare insipida. È bene poi che l'acqua potabile non sia eccessivamente dura per non originare depositi e incrostazioni nelle tubazioni e per non divenire eccessivamente torbida all'ebollizione.

Criterio fondamentale per la potabilità dell'acqua è, comunque, quello batteriologico: completa assenza di germi patogeni.

USO DELL'OZONO PER LA POTABILITÀ DELL'ACQUA.
L'attività germicida dell'ozono si fonda sulla sua capacità elevata di ossidante diretto: grazie a questa qualità, tutte le strutture macromolecolari delle cellule, microbiotiche e non (muffe, batteri acetici, eterolattici, lieviti apiculati etc.) vengono profondamente alterate ed inattivate.
Non esiste specie microbiotica che resista, anche se produce spore o cisti. In ogni caso l'azione germicida è rapida, completa e senza residui secondari apprezzabili. La concentrazione di ozono utile ai fini della potabilizzazione delle acque deve essere ovviamente proporzionale alla contaminazione.
L'azione germicida dell'ozono non appare influenzata da variazioni del pH, della temperatura (in alcune acque questa risulta essere piuttosto bassa), così come non è influenzata, se non in scarsa misura, dalla contemporanea presenza di sostanze organiche. L'azione disinfettante dell'ozono non si limita ai batteri (ed alle loro spore) ed i virus. Ne sono investiti anche altri organismi. Grazie al suo potente effetto ossidante si possono rompere anche complicate molecole. È di enorme importanza la sua capacità di reagire con composti che non si possono disgregare con agenti biologici, o altrimenti integrare nel processo biologico per produrre sostanze disponibili per ulteriori trasformazioni, per esempio: i batteri.
Per motivi sopra esposti è importantissima l'azione disinfettante dell'ozono. Essendo questo un fortissimo ossidante (secondo solamente al fluoro), si possono abbattere composti aromatici altamente velenosi o eteroaromatici, vengono distrutti e possono essere così rimossi. È persino possibile assoggettare il noto successore del DDT, il perchlolathed biphenylis. È nota la possibilità del lavaggio delle condutture con acqua ozonizzata evitando l'uso di sostanze che aggiungono componenti inquinanti chimici velenosi che sono pure sotto accusa di cancerogenicità. È importantissimo far presente che il lavaggio di condutture con ozono, oltre che assicurare la più assoluta disinfezione di queste, ne assicura una perfetta assenza di odori o sostanze residue.

L'ozono, contrariamente al cloro o ai vari cloroderivati, ha azione non solo sui batteri, ma anche sui virus e sulle spore.

Nella sua azione sterilizzante l'ozono agisce direttamente sui batteri inducendo, sulla massa delle proteine batteriche, un processo di ossidazione catalitica, diversamente dal cloro che agirebbe attraverso un avvelenamento enzimatico specifico dei centri vitali, processo che necessita di maggior intervallo di tempo per la diffusione all'interno del citoplasma. Circa l'azione virucida, è interessante tenere presente che, con un tasso residuo di ozono di 0,3 ppm e con un tempo di contatto di 4 minuti, la percentuale di inattivazione è superiore al 99,99% dei virus presenti originariamente nel refluo.

All'opposto del cloro, l'ozono non trova limiti alla propria azione, nè per torpidità, ne per pH e non da luogo a prodotti addizionali o di sostituzione negativi.

L'ozono sviluppa ossigeno molecolare mentre procede all'eliminazione delle macromolecole organiche in soluzione, che produrrebbero, in acqua, sapori o odori sgradevoli. L'ozono, anche se dosato in eccesso, dopo circa 5 minuti di contatto, si trasforma totalmente in ossigeno, senza alcun pericolo o senza azioni negative, anzi, con arricchimento di ossigeno in acqua.
Altri ricercatori e studiosi fanno rientrare tra gli effetti positivi dell'ozono, in via indiretta, anche una certa presunta azione dell'ozono contro il virus dell'epatite.

Raffronto sull'azione del cloro e dell'ozono della potabilizzazione delle acque.

AZIONE CLORO OZONO
Odore sgradevole nessuno
Sapore sgradevole nessuno
Colore tende a giallo nessuno
Potere ossidante buono inferiore solo al fluoro
Attività antivirale nessuna elevata
Attività antibatterica variabile da specie a specie spettro di attività distruttova ampio
Attivià distruttiva alghe e protozoi lieve elevata
Attivià distruttiva sui miceti lieve elevata
Attivià distruttiva su spore e cisti lieve elevata
Attivià su molecole organiche sgradevoli * nessuna elevata
Meccanismo di reazione produzione intermedia ossidazione indiretta con produzione cloramine, clorofenoli etc ossidazione indiretta con ossigenazione dell'acqua

* odore e sapore