dott. Paolo Angeli, specialista in Ossigeno-Ozono Terapia e referente per l'Ozono Industriale



































Batteri (legionella, pseudomonas, ecc) e virus nelle acque ospedaliere

La legionella è diffusa nell'ambiente idrico e in particolare nelle condutture di acqua calda sanitaria e nelle interfacce degli scambiatori di calore degli impianti di climatizzazione.

Pertanto due sono le situazioni più a rischio:
1) gli ospedali e tutti i complessi di cura e assistenza come case di cura, case di riposo, centri termali, piscine, ecc.
2) tutte quelle strutture che accolgono un numero considerevole di persone come alberghi, campeggi, villaggi turistici ma anche caserme, convitti, campi estivi, dove gli ospiti si espongono ad un alto rischio collettivo.

Esistono prove sicure che la legionella p. ha la capacità di moltiplicarsi nell'acqua (specialmente in quella calda) dei sistemi di distribuzione dell'acqua potabile, sia di grandi dimensioni (ospedali, alberghi, ecc) che di piccole dimensioni (a livello di case private) che resiste ai trattamenti tradizionali (shock termico, iperclorazione) per la capacità di annidarsi all'interno di spore, amebe, biofilm, incrostazioni.
Nell'ottica del raggiungimento qualitativo nel ciclo delle acque e nella disinfezione delle stesse ben si inserisce l'ozono che svolge un'azione battericida e fungicida assoluta e documentata da una ricca bibliografia scientifica.


Emodialisi e ozono

Disinfettare le apparecchiature di emodialisi significa ridurre il più possibile la presenza di batteri, virus, funghi e di ogni altra forma patogena presente all'interno del circuito idraulico del rene artificiale.
Attualmente i procedimenti più diffusi in atto per la dinfezione delle macchine di emodialisi utilizzano prodotti chimici a base di cloro e di suoi derivati. L'uso di questi prodotti spesso causa ustioni e irritazioni delle mucose nasali agli operatori; inoltre, alla fase di disinfezione, deve seguire obbligatoriamente una lunga fase di lavaggio, per espellere totalmente il disinfettante dal circuito interno dell'apparecchiatura ed evitare danni al paziente in dialisi.
Le prove di disinfezione con ozono eseguite secondo protocolli che prevedono una contaminazione dell'intero apparecchio in vari punti del circuito, hanno dato ottimi risultati. Infatti l'utilizzo dell'ozono permette una efficacia maggiore rispetto alle procedure con disinfettanti tradizionali; si ottiene la sterilizzazione e non la disinfezione dell'apparecchiatura, eliminando il rischio di persistenza di residui di disinfettante usato e soprattutto riduce i tempi di sterilizzazione-lavaggio da 45 minuti a 5 minuti con un rilevante vantaggio per l'organizzazione dei turni di dialisi.